Michela Isalberti

Smartworking

Smartworking, telelavoro e lavoro da casa sono spesso usati come sinonimi.

Possono identificare le stesse modalità di svolgimento della prestazione di lavoro subordinato oppure possono avere significati, modalità di progettazione ed utilizzo molto differenti.

L’idea di far lavorare i dipendenti da casa nasce negli anni ’70 nel mondo statunitense, con l’arrivo sul mercato dei primi PC.

In Italia il telelavoro è adottato in azienda dai primi anni 2000, con l’obiettivo di incentivare la conciliazione dei tempi vita e lavoro e facilitare l’inserimento dei lavoratori disabili ed è normato nel settore privato dall’Accordo Interconfederale del 9 giugno 2004 e dalla contrattazione collettiva.

Lo smart working o lavoro agile viene introdotto in Italia dalla legge n. 81 del 2017, c.d. Jobs Act Autonomi che, in sette articoli dal 18 al 23, disciplina l’intera materia.

Modalità organizzative ed operative comuni

Smartworking e telelavoro non sono delle nuove tipologie contrattuali.

Sono una particolare modalità di svolgimento della prestazione di lavoro subordinato, caratterizzata dal fatto che l’attività di lavoro viene svolta al di fuori dei locali aziendali, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici.

Presuppongono:

  • un accordo tra le parti, datore di lavoro e lavoratore subordinato
  • un’adeguata organizzazione del lavoro
  • misure atte a garantire da un lato la protezione dei dati e del patrimonio aziendale, dall’altro la riservatezza del lavoratore
  • politiche aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro
  • utilizzo di strumenti tecnologici abilitanti

Obiettivo smartworking: competitività e produttività aziendale

Favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro e l’inclusione sociale sono obiettivi comuni sia per lo smartworking che per il telelavoro.

Lo smartworking, inoltre, grazie ad una organizzazione del lavoro più flessibile ha come obiettivo l’incremento della competitività e della produttività aziendale.

La normativa che disciplina lo smart working, è chiara: “…allo scopo di incrementare la competitività anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi …” (art. 18, c.1, L. 81/2017)

A titolo esemplificativo il contratto collettivo “Alimentari – aziende industriali” definisce agli articoli 21 bis e 21 ter lo smartworking e il telelavoro.

Art. 21 bis - Telelavoro: “Le parti condividono la necessità di favorire e promuovere un maggior equilibrio tra l'attività lavorativa e la vita privata. A tal fine considerano il telelavoro quale nuova forma di organizzazione del lavoro ...”

Art. 21 ter - Smartworking o lavoro agile: “Le parti condividono l'obiettivo di promuovere nuove forme flessibili e semplificate di lavoro, allo scopo di incrementare la produttività aziendale e di favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. A tal fine considerano il lavoro agile una modalità di svolgimento dell'attività lavorativa rispondente a tali obiettivi…”

Smartworking come modello di organizzazione, gestione e controllo della prestazione lavorativa

E’ difficile immaginare oggi un lavoratore dipendente che non abbia ancora sperimentato di lavorare da casa o al di fuori dei locali aziendali, utilizzando tecnologie abilitanti.

Il lavoro da casa o al di fuori dei locali aziendaliq.b.”, ovvero “quanto basta” per soddisfare esigenze di conciliazione vita - lavoro o professionali temporanee e provvisorie utilizzando strumenti informatici, è possibile in Italia almeno degli anni Novanta quando la dotazione minima tecnologica è diventata accessibile e fruibile a costi sostenibili, anche per i lavoratori non esperti del settore ICT.

Si tratta di una soluzione smart non strutturata e a breve termine.

Un progetto di smartworking introduce in azienda un piano d’azione a medio termine, con l’obiettivo di integrare in modo efficiente ed efficace persone, prestazioni lavorative e tecnologie.

Un’analisi professionale del chi fa cosa, come, quando, dove, e soprattutto perché consente di comprendere:

  • il valore dei processi di lavoro
  • le forme di spreco di risorse, attività ridondanti, attività non strettamente necessarie, …
  • il potenziale umano del lavoratore e della lavoratrice e le possibilità di sviluppo

Lo stato di incertezza nei mercati attuali dovuto a molteplici fattori quali globalizzazione, iper-competizione, avvenimenti imprevedibili, induce le aziende a implementare strategie che portino ad un costante incremento della produttività, associato ad una riduzione dei costi e ad un miglioramento della qualità del servizio offerto.

Con l’accordo di smartworking si esplicita:

  • un modello aziendale di organizzazione, gestione e controllo dell’attività lavorativa
  • il potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro
  • i diritti e i doveri del lavoratore e della lavoratrice
  • la consapevolezza del valore della persona, delle tecnologie e dei processi di lavoro.

 

14 marzo 2020